Museo d’Arte Contemporanea Roma: le attività da marzo a maggio 2012 fra rinnovamento e interazione.

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Museo d’Arte Contemporanea Roma: le attività da marzo a maggio 2012 fra rinnovamento e interazione.

Si prospetta un programma ricco di offerte e di iniziative quello che interesserà i locali del MACRO, il Museo di Arte Contemporanea di Roma che punta a inserirsi definitivamente nel tessuto urbano come realtà interattiva, in una sorta di piazza culturale aperta e dinamica: in attesa che il Museo possa acquisire lo status di fondazione, Bartolomeo Pietromarchi (direttore del MACRO dal giugno 2011) ha presentato alla stampa il nuovo progetto museale, che contempla numerose occasioni di incontro e di dialogo fra gli artisti, gli appassionati e i professionisti del settore.

 Ad accogliere i visitatori nel complesso di via Nizza (dai cancelli di via Reggio Emilia, nuovamente accessibili liberamente) si staglia un progetto dall’invidiabile impatto visivo, una scultura alta quasi dieci metri interamente realizzata con buste di plastica colorate: si tratta di Plastic Bags di Pascale Marthine Tayou – all’artista camerunense verrà dedicata una mostra monografica nell’autunno del 2012 -, opera tenacemente ancorata non solo all’indagine sulla condizione dell’uomo contemporaneo ma anche evidentemente al tema dell’ecologia.

Doppio appuntamento monografico nella Sala Enel dove Mircea Cantor e Marcello Maloberti espongono opere inedite concepite e realizzate proprio in funzione degli spazi del MACRO: Sic Transit Gloria Mundi è il titolo della prima personale in un museo italiano per Mircea Cantor che ha definito questa “l’esposizione più importante della sua carriera”. In effetti il lavoro dell’artista rumeno è un intenso excursus attraverso i vari mondi che si intrecciano nell’esperienza dell’individuo, fra vita e morte, con un occhio di riguardo all’esperienza mistica evocata attraverso la videoarte ma anche la scultura, in un continuo rimando tanto agli stimoli più futuristici quanto ai tratti più tradizionali e artigianali della cultura locale. Marcello Maloberti punta invece alla messa in discussione della fisica e dello spazio, promuovendo una lettura destrutturante dell’ordine e del disordine e reinterprentando il rapporto con l’architettura: si tratta di opere in movimento, che prevedono in alcuni casi la presenza di performer e che giocano sul concetto di imprevedibilità come nel caso di Blitz, nella quale ventisette pantere nere di porcellana sono destinate a infrangersi.

 Davvero degna di nota nell’ambito del progetto Collezionismi (che si propone come spazio di riflessione sul concetto e le prospettive del collezionismo privato e pubblico, prefiggendosi l’obiettivo di promuovere la compenetrazione di fiducia fra le due realtà) Going Around the Corner la ricchissima esposizione di opere provenienti dalle collezioni Berlingeri: Bruce Nauman, Felix Gonzales-Torres, Tony Oursler, Vanessa Beercroft, Maurizio Cattelan, Hiroshi Sugimoto, Bill Viola, Andy Warhol sono solo alcuni degli artisti le cui opere popolano la Sala Bianca della sede di via Nizza. Con un arco temporale di riferimento che va dagli anni Settanta a oggi, quella di Annibale Berlingeri e di sua figlia Lidia è una raccolta estremamente eterogenea, fortemente imperniata sul tema dello sguardo e della percezione: è importante inoltre sottolineare che ben sette opere della collezione rimarranno in deposito al Museo.

 Le due Project Room saranno invece dedicate a due iniziative molto diverse fra loro: la prima ospiterà il primo evento legato a una nuova articolazione della programmazione del MACRO, quella dedicata agli omaggi ad artisti particolarmente significativi nel panorama contemporaneo. Vettor Pisani, recentemente scomparso, sarà il protagonista assoluto della mostra nella Project Room 1 che affianca i suoi lavori più importanti, fotografie, documenti, pubblicazioni e appunti, con l’obiettivo di offrire al pubblico un quadro completo dell’artista.

Nella seconda Room invece per la prima volta in Italia è fruibile Casting Jesus di Christian Jankowski, una video-installazione su due canali che mostra la produzione e la realizzazione di un casting televisivo  tenutosi nel complesso monumentale Santo Spirito in Sassia dove 13 attori si contendono il ruolo di Cristo, giudicati da un parterre di esperti provenienti dallo Stato del Vaticano: religione e intrattenimento si fondono in un esperimento ironico che gioca con l’iconografia sacra mettendola in relazione con l’universo mediatico (soprattutto di matrice televisiva).

 MacroLab presenta inoltre una nuova iniziativa, gli Artisti in residenza: Studio in Progress: quattro spazi del museo sono state trasformati in studi attrezzati dove altrettanti artisti (Carola Bonfili, Graham Hudson, Luigi Presicce, Ishmael Randall-Weeks) produrranno materiale per una futura mostra, dando la possibilità al pubblico di entrare in contatto direttamente con la nascita delle opere.

 Il MACRO a Testaccio con i suoi due Padiglioni principali ospiteranno la prima mostra monografica a Roma dedicata a Marco Tirelli con una selezione di 25 opere inedite (anche in questo caso concepite proprio per gli spazi espositivi) che indagano il concetto di luce e di forma con tele di grande formato: si tratta di uno dei primi progetti di collaborazione internazionale organizzato dal museo nella sua nuova organizzazione (la mostra è realizzata in sinergia con il Musée d’Art Moderne de Saint-Ètienne Métropole). Gli spazi del Padiglione B invece saranno riservati a 1:1 projects ARCHIVE, un archivio dedicato ai giovani artisti il cui materiale è stato raccolto dall’omonima associazione culturale e che mira ovviamente alla promozione e alla ricerca del nuovo panorama artistico.

 Per la sede di via Nizza l’apertura al pubblico delle nuove mostre è prevista per venerdì 16 marzo, mentre bisognerà attendere il 30 dello stesso mese per il complesso di Testaccio.

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