JOHN CARTER – Il 3D di Andrew Stanton, Tratto da Rice Burroughs, non Decolla

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JOHN CARTER – Il 3D di Andrew Stanton, Tratto da Rice Burroughs, non Decolla

Il 3D di Andrew Stanton, Tratto da Rice Burroughs, non Decolla

Nessuno avrebbe mai potuto immaginare che Andrew Stanton, talentuoso regista d’animazione conosciuto grazie alla regia di capolavori Pixar come Alla ricerca di Nemo e Wall.e, avrebbe potuto dedicarsi anima e corpo ad un (rischioso) progetto live action. Innamoratosi del personaggio di John Carter quando era solo un bambino, Stantom ha approfittato della sua passione per portare sul grande schermo la saga di John Carter of Mars scritta nel lontano 1912 da Edgar Rice Burroghs, autore di Tarzan.

New York, 1881. John Carter è un ufficiale dell’esercito americano che, reduce della Guerra civile, non vuole arruolarsi nel nuovo esercito. Rifugiatosi in una grotta, si risveglierà su Marte divenendo (involontariamente) il protagonista di una nuova guerra, quella tra i pacifici abitanti di Marte e un popolo di aggressori comandati dal perfido Sab Than.

Con una storia a metà tra realtà e fantascienza, con un protagonista bello e dannato come gli eroi delle avventure epiche (e western!) e con un villain machiavellico che sembra provenire dal mondo dei fumetti, John Carter aveva tutte le carte in regola per diventare il nuovo colossal della Disney. Ma non ci riesce. Stanton, infatti, disegna un mondo in rovina, piatto, monotono, scolorito, abitato da creature mostruose (?) che sembrano le dirette discendenti del mondo di Guerre stellari, ma con meno charme. Lui, John Carter, interpretato da un muscoloso Taylor Kitsch – futuro protagonista di Battleship – è un uomo perduto, un cavaliere disarmato, un combattente senza causa. La (s)fortuna di essere teletrasportato su Marte, infatti, arriva proprio nel momento in cui egli ha perso qualcosa in cui credere e una ragione per cui vivere. Ma, mettendo piede sul Pianeta Rosso, trova subito una principessa ribelle e guerriera (che tanto ricorda la Xena della serie televisiva) da salvare e tutto riacquista un senso. Marte, le creature aliene, Dejah e Sab Than gli concedono, quindi, la possibilità di non commettere gli stessi sbagli e di combattere una guerra “per una giusta causa”. John Carter, dunque, è un gladiatore moderno, un condottiero valoroso, un uomo innamorato che, per amore della sua donna, è disposto a rischiare la propria vita.

Sebbene il premio Pulitzer Michael Chabon abbia partecipato alla sceneggiatura della pellicola, alla fine dei giochi, i conti non tornano. La storia fatica a decollare, il ritmo è troppo lento e l’avventura non è abbastanza coinvolgente. Insomma, tridimensionalità avanzata e prestigiosi effetti speciali non bastano per rendere John Carter una pellicola abbastanza coinvolgente.

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