Lux in arcana. L’Archivio segreto vaticano si rivela
Roma, Musei Capitolini dal 29 febbraio al 9 settembre

Uncharted – Il Quarto Labirinto di Christopher Golden
12 Marzo 2012
Il metodo sticazzi libro di Carla Ferguson Barberini
14 Marzo 2012

Lux in arcana. L’Archivio segreto vaticano si rivela
Roma, Musei Capitolini dal 29 febbraio al 9 settembre

L’aspettativa che il pubblico ha nei confronti di una mostra è buona parte del segreto della riuscita della stessa. Se andando a vedere Guernica si spera in un quadro che racconti la guerra in senso figurativo si rimarrà decisamente delusi anche se l’opera è in sé stessa un capolavoro, e il Museo Nacional Reina Sofia di Madrid ha fatto un ottimo lavoro per valorizzarla al massimo. Per questo è fondamentale non aspettarsi dai documenti attualmente in mostra ai Musei Capitolini di Roma una vera e propria illuminazione sui misteri della Chiesa. Lux in arcana è infatti un titolo perfetto per le folle, attraente e in linea con la curiosità destata da fenomeni di enorme portata come Il codice da Vinci, ma è anche un biglietto da visita che non desterà fraintendimenti solo a coloro che sapranno leggerlo letteralmente.

Portare luce negli archivi celati, chiusi, questo è lo scopo della bella, curata ed elegante esposizione in questione, nonostante l’uso comune dell’aggettivo “arcano” faccia prevedere un allusione al magico, all’esoterico, al segreto. Perciò l’unico modo per godersi le teche ben strutturate e dotate di intelligenti approfondimenti multimediali atti a spiegare la terminologia e la storia, è aspettarsi una piccola lezione di filologia in pillole, divisa per ambienti. L’Archivio Segreto Vaticano è infatti sì per la prima volta fuori dalle sue mura ma questo non lo rende più fruibile, per la maggior parte delle persone, di quanto non lo sia mai stato con le sue pergamene vergate in lingue e grafie sconosciute che poco possono offrire agli occhi se non una forte suggestione legata essenzialmente alla sensibilità di chi guarda. Sapere che un rotolo lungo ben sessanta metri contiene l’intero verbale del processo ai templari di Francia, e avere l’onore di vederlo troneggiare in una sala, non rende leggibili i fatti ivi racchiusi, li testimonia, di contro, con la sua stessa imponente ed ingombrante presenza.

Tenendo presente ciò è la magia dell’antico a rivivere nelle sale meravigliosamente affrescate dei Capitolini illuminate ad hoc in un percorso che dai documenti in sé risale fino al lavoro dei restauratori degli archivisti gettando luce, questa volta in maniera effettiva, su mestieri che per i più sono ancora misteri insondabili. Ne risulta un’esperienza piuttosto esoterica, affascinante e a suo modo didattica, quest’ultima a patto di non avere già una cultura di base in fatto di archivistica, restauro e filologia patristica. Non a caso i documenti successivi al 1939 non sono ancora consultabili per via della norma secondo la quale, per evitare che la storia si confonda con la cronaca, è il Papa reggente a decidere quando rendere pubblica la documentazione relativa al pontificato precedente.

Il mistero rimane dunque fitto, ma la nebbia dell’ignoranza ha una preziosa occasione per diradarsi un po’.

Comments on Facebook

Comments are closed.