Dizionario delle cose perdute: incontro con Francesco Guccini

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Dizionario delle cose perdute: incontro con Francesco Guccini

Dizionario delle cose perdute: incontro con Francesco Guccini

Con la recente scomparsa di Lucio Dalla sono rimaste sempre meno le figure di riferimento della musica e della cultura italiana ad incarnare un’epoca e degli ideali che dal dopoguerra in poi si sono espressi soprattutto in musica e parole. Una di queste figure, che ancora spicca evidente nel panorama contemporaneo, è Francesco Guccini, incontrato in questo caso nelle vesti di scrittore in occasione della terza edizione di Libri Come presso l’Auditorium Parco della Musica di Roma.

Guccini era presente in ragione dell’uscita del suo ultimo libro Dizionario delle cose perdute, un volume in cui, attraverso i ricordi e gli aneddoti legati a parole come “chewing gum”, “chioccaballe”, “alkermes” o “cinema”, l’autore racconta una porzione della sua e della nostra storia.
L’incontro (altra parola fortemente gucciniana) è stato condotto da Andrea Scanzi e ha offerto al numeroso pubblico un’ora di dialogo con il cantautore e scrittore, ricca di bei momenti, di spunti di riflessione, di modi di conoscere o approfondire la conoscenza di una personalità forte e al contempo mite. Guccini è apparso profondamente legato al passato e alla sua esperienza di vita, ai quale ha dimostrato però di guardare senza rimpianti o malinconia, piuttosto quasi con la curiosità di riviverne lui stesso, attraverso le parole scritte e parlate, alcuni aspetti.
È così che si è parlato dei giochi che usava fare da bambino, del valore delle sigarette nella sua vita, di come Pàvana per lui rappresenti un luogo mitico, degli scambi con Edmondo Berselli o di come “a canzoni non si fan rivoluzioni”….
La leggerezza espressa e predicata da Guccini è quella di una persona che non sembra avere rimpianti e che gode oggi come allora delle piccole cose della quotidianità, riconoscendone l’importanza, siano esse una serata con gli amici, una bella mangiata in trattoria o il sorriso di una ragazza.
In Dizionario delle cose perdute tutto questo si ritrova sotto forma di aneddoti e ricordi, che compongono con le canzoni dell’autore un tutto unico: la narratività delle cose perdute è un concetto caro a Guccini, che vede il presente come un qualcosa che diventa immediatamente passato e ne coglie un senso di ironia e divertimento più evidente di ogni malinconia, pur genialmente espressa nella sua opera.

Portato a parlare di Dalla, Gaber, De André e di tutti i grandi autori che ne hanno condiviso il percorso, il cantautore modenese ne rievoca immagini e pensieri effettivamente scevri di tristezza o malinconia: la vividezza del ricordo e il valore di quanto con loro detto e vissuto ha una forza che trascende il tempo e che, stabile nella memoria, raggiunge davvero una forma d’immortalità.

Dizionario delle cose perdute
di Francesco Guccini
Mondadori
€10,00

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Roberto Semprebene
Roberto Semprebene
Appassionato di Cinema e Videogiochi, ha fatto delle sue passioni il proprio lavoro. Ci tiene tantissimo a precisare di essere nato in un giorno palindromo, cosa che probabilmente affascina e stupisce solo lui!

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