Se A Chiudere Sono i Teatri…

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Se A Chiudere Sono i Teatri…

«Sigilli all’ex Cinema Palazzo. Tutti a raccolta». Www.teatrovalleoccupato.it. «Il Brancaccio chiude. Conti in rosso per lo storico teatro di Via Merulana».

Sembra fantascienza, eppure è ciò che accade. Illuminati del nuovo millennio assistete impotenti alla cultura piegata dalle dure leggi di mercato, l’onda capitalista che travolge il palco che fu calcato da Totò e Anna Magnani.

Ma a ben guardare, forse forse un barlume di speranza c’è… Perché stavolta a scambiare un teatro per un casinò, il popolo romano non ci sta. Dal 15 Aprile dello scorso anno cittadini, artisti, studenti, attivisti di spazi sociali e associazioni hanno riaperto l’ex-Cinema Palazzo per sottrarlo alle speculazioni e, di fatto, bloccando l’apertura di un casinò che, senza nessuna autorizzazione, stava nascendo a San Lorenzo, storico quartiere di Roma. Nei mesi la partecipazione della cittadinanza ha trasformato un atto di resistenza in un “luogo del possibile”. È questa cittadinanza che si è resa attivamente custode del Cinema Palazzo contro il gioco d’azzardo e le possibili infiltrazioni mafiose, raccogliendo l’adesione di Libera e di membri della commissione Antimafia, da anni attivi nella lotta contro la criminalità organizzata.

Poi c’è il Teatro Valle. 14 Giugno 2011. Questa volta  a scendere in campo sono le Lavoratrici e i Lavoratori dello Spettacolo, che in quanto tali, vivono da sempre la difficilissima condizione di precari e che non intendono cedere, ancora una volta, a logiche politico-economiche che da ambo le parti non incontrano i reali interessi dei cittadini e della società tutta. Data la particolare natura del palcoscenico del Valle, la storia e la preparazione delle sue maestranze, intendono dare vita ad un centro di formazione per tecnici di palcoscenico. Nel periodo di tempo che separa dalla nascita della Fondazione che gestirà il Teatro, saranno sperimentate nuove forme di direzione artistica, laboratori e corsi di formazione. Proseguirà inoltre l’impegno del Teatro Valle Occupato nel dare spazio alla musica, al cinema e alla danza.

Ora è la volta del Brancaccio. Dopo i fasti dei primi anni 2000 quando Direttore Artistico era Gigi Proietti, il declino è arrivato con la Direzione di Costanzo. Poi ci ha provato la Stage Entertainment, multinazionale olandese di proprietà Endemol, che ha messo in atto l’ambizioso ma fallimentare progetto di trasformare il palco romano in una little Broadway con la messa in scena de “La Bella e la Bestia” prima, “Mama Mia”, poi.

Cosa non ha funzionato? Dal mio canto un’errata valutazione del tessuto culturale urbano unita a scelte registiche piuttosto discutibili (agghiacciante l’idea di tradurre in italiano le canzoni degli ABBA in “Mama Mia”). Ecco dunque che la frittata è fatta. Ma è tuttavia possibile immaginare di chiudere una realtà storica come questa, senza cogliere anche qui la meravigliosa opportunità di trasformarsi in cittadinanza attiva, fautori della propria crescita culturale, mettendo in campo realtà alternative, fuori dai circuiti di promozione classici, e per questo ancora sinonimi di innovazione, di avanscoperta?

Il Cinema Palazzo e il Teatro Valle sono la prova che non esiste solo la legge di mercato dei potenti, ma che è possibile vincere anche economicamente se il fruitore decide di essere anche produttore del proprio bisogno artistico-culturale.

A Roma dunque, serve un altro piccolo miracolo. Chi si fa avanti?

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Alice Ungaro
Alice Ungaro
Gravita nel mondo dello spettacolo e dell’audiovisivo sin da piccola, manifestando capacità organizzative e di leadership che la conducono velocemente dall’altro lato della camera. Fermamente convinta che lavorare con passione sia l’unico modo di lavorare, ha fatto dei suoi interessi il suo “core business” specializzandosi nell’organizzazione eventi e nella comunicazione.

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